Le ultime tombe di Via del Maneggio
(vetrine 8-10)

Corredo ceramico della tomba femminile 4/2001 Via del Maneggio, VII sec. a.C.

Fibule e braccialetti di bronzo, con tracce di stoffa,  dal corredo della t. 20/2001 Via del Maneggio, VII sec. a.C.

Particolare della decorazione con  figure incise di cavallini dall'urna cineraria  della t. 30a/2002 Via del Maneggio, VII sec.a.C.

In stretta continuità con la fase precedente, il periodo Golasecca I B (750-675 a.C.) rappresenta il momento di maggiore abbondanza dei corredi della necropoli. Pur nella limitatezza qualitativa e quantitativa delle deposizioni, appare già facilmente distinguibile la maggiore ricchezza di alcuni corredi di Via del Maneggio rispetto alle tombe coeve di Via Beati, Motto della Forca e Motto d’Egro.

Le due tombe femminili 4 e 20 del 2001 esemplificano bene questa situazione. La prima oltre a rocchetti ed armille in bronzo presenta una complessa articolazione di anelli, spirali, un bottone a tutulo che doveva comporre un complesso pettorale da collocare sulla spalla, pendente dal nodo del mantello, di cui doveva fare parte anche un pendaglio in filo di bronzo che incapsulava un elemento di corallo (pendaglio “tipo Longone”). La seconda presenta un ricco corredo di armille ed anelli oltre ad una coppia di fibule a grandi coste e ad una fibula ad arco serpeggiante in bronzo di produzione probabilmente bolognese, documentata anche a Chiavari, che sarebbe in ambito etrusco-italico caratterizzata come maschile ed in effetti influenzerà in area golasecchiana la tipologia delle fibule in ferro della fase successiva, che sostituiranno gradualmente gli spilloni nei corredi.

Verso la fine del periodo, agli inizi del VII secolo a.C., la tomba 30A del 2002 era caratterizzata da una grande urna biconica con denti di lupo incisi e cavallini stilizzati: all’interno dell’urna, ghiande e nocciole tostate come offerte alimentari e resti ossei attribuibili ad un bambino, 4 pendagli a bulla bivalve, 3 spiraline in bronzo, fibula ad arco serpeggiante con espansioni trasversali, anellini ed elementi in filo in bronzo. La simbologia del cavallo appare caratteristica sia di un’attività di allevamento equino sia di quella caratterizzazione come cavalieri che le figure di rango della cultura di Golasecca manifestano anche nell’adozione delle bracae celtiche come abito cerimoniale.

Con il passaggio al Golasecca I C, tra il 675 ed il 625 a.C., la necropoli di Via del Maneggio cessa di accogliere deposizioni. Le stele della Briccola e di Via Beati si ergono come muti guardiani lungo i confini dell’antica necropoli.