Parco comunale “Giovanni Sibilia”
Area archeologica

I due recinti circolari e uno rettangolare, in ciottoli di fiume, provenienti dalla necropoli golasecchiana di Via del Maneggio

Tomba a cassone litico, VII secolo a.C., venuta alla luce in localitą Motto Falco

Presso il parco comunale è possibile visitare due recinti circolari e uno rettangolare, in ciottoli di fiume, provenienti dalla necropoli golasecchiana di Via del Maneggio scoperti nel corso degli scavi effettuati dalla Soprintendenza per i beni archeologici del Piemonte tra il 2001 e il 2003, i monumenti, che delimitavano rispettivamente due sepolture maschili e una femminile, sono stati rilevati, scavati e infine fedelmente ricostruiti presso il parco. Questi recinti e le relative tombe, databili tra il IX e l’VIII secolo a.C., rappresentano concretamente il fenomeno di monumentalizzazione su base dinastica che ha caratterizzato l’organizzazione di alcuni nuclei delle necropoli castellettesi.
Come esempio della presenza di tombe eminenti, la stessa area ospita anche una tomba a cassone litico di notevoli dimensioni, risalente al VII secolo a.C., venuta alla luce in località Motto Falco e collocata nel parco nel 1986.

Parco comunale “Giovanni Sibilia”
Biblioteca Civica

Nell’attiguo edificio, sede della Biblioteca civica, è esposta la stele figurata rinvenuta nel novembre 1969 nei pressi del porto della Briccola, databile alla prima metà del VII secolo a.C. e decorata con la raffigurazione di una lancia con punta triangolare e, al centro, di un disco-corazza centroitalico (kardiophylax); nella parte superiore sono riconoscibili alcune piccole cavità circolari (coppelle).
Sono inoltre visibili le due imponenti stele decorate a coppelle, recuperate in giacitura secondaria nel 1997 all’inizio di via Beati, che avevano la funzione di delimitare i margini dell’area sepolcrale in modo monumentale, secondo la stessa logica di attribuzione di un culto “eroico” ai defunti che caratterizzava l’allestimento dei recinti.
Accanto alle stele è infine conservato l’importante documento epigrafico databile entro il VII secolo a.C. emerso durante lo scavo dell’insediamento del Belvedere: un masso, originariamente un cippo  finalizzato a definire una proprietà, riporta l’iscrizione chothios, interpretabile come “il figlio dell’anziano” benché di difficile lettura, che costituisce, allo stato attuale, la più antica iscrizione golasecchiana nota.

Nucleo del Museo Civico Archeologico
via Gramsci 12 

La Collezione Giani

Dal 1999 la sede del Gruppo Storico Archeologico Castellettese, in via Gramsci 12, custodisce in un’apposita vetrina espositiva un importante nucleo di reperti di età golasecchiana che appartenevano all’antica collezione costituita dall’abate Giani, poi dispersa tra Musei e diversi rami di eredi. Gli oggetti furono acquistati dagli eredi dell’Abate da parte del Comune di Castelletto Ticino su segnalazione della Soprintendenza Archeologica del Piemonte.
I reperti in mostra databili alla metà del VII sec. a.C.  consistono in due urne biconiche integre con decorazioni incise a denti di lupo, una ciotola-coperchio troncoconica con vasca grande e profonda, recante sul fondo l’incisione di un simbolo alfabetico, e in una coppa a vasca rettangolare su alto piede con pareti dritte e svasate, trapassata da un foro circolare su ognuno dei lati brevi che, per la sua rarità, conferisce eccezionalità all’intero insieme dei reperti.

Località Pozzola
Via Beati – ex scuola

Presso la vecchia scuola, il 24 settembre 2004 è stato inaugurato il “Centro di documentazione sulla cultura di Golasecca a Castelletto Ticino”, allestito con 18 pannelli che illustrano scientificamente il più antico centro protourbano del Piemonte e consentono di ricostruire significativi aspetti dell’età del Ferro.
L’edificio sorge accanto a un tumulo monumentale del VI secolo a.C., preposto a custodire un corredo sepolcrale – destinato presumibilmente a un principe dell’élite aristocratica – purtroppo giunto a noi saccheggiato da scavi clandestini. La struttura doveva attirare l’attenzione prima dell’effettivo ingresso nell’abitato protostorico.